Vincenzo Nibali, un corridore all’antica

Vi siete mai chiesti perché Vincenzo Nibali sia uno dei  corridori con maggiore appeal a livello mondiale, sia da parte dei tifosi e soprattutto dagli organizzatori dei grandi eventi ciclistici? Semplice, Vincenzo Nibali è uno di quei corridori che corre per il popolo, per emozionare i tifosi tifosi a bordo strada e per i telespettatori che accendono la TV durante la Parigi-Roubaix quando i corridori devono ancora transitare ad Arenberg.

Leggendo il numero di febbraio di  Bicisport, l’organizzatore del Tour de France Prudhomme era stato chiaro : “dovrebbero fare tutti come Nibali, che vince la maglia gialla e la maglia rosa poi va a correre la Bernocchi e la onora vincendola”. Poche parole che però mettono a fuoco Vincenzo. Il siciliano è fatto così, fin dai tempi della Liquigas, quando faceva attacchi improbabili senza nessun senso tattico. Ve lo ricordate l’attacco a Contador nel Giro del 2012 nei Serrai di Sottoguda? Un’attacco dovuto alla frustrazione, quando non c’era più niente da fare contro il pistolero, ma lo squalo quando corre ha bisogno di lasciare il segno. Come non ricordare poi l’attacco alla Liegi,  vinta da Iglinsky o le sparate dello scorso anno al Tour nella tappa di Cambrai dove appena metteva le ruote sul pavé si portava a spasso tutto il gruppo. Nibali quando corre si fa amare come pochi.

È un corridore all’antica. Se fosse nato ai tempi di Merckx sarebbe stato capace di scattare al km zero pur di contrastare il cannibale, uno di quei campioni che vincono classiche e giri. Nel ciclismo di oggi, così tirato e così competitivo, è raro vedere ancora personaggi come Vincenzo. In questo momento ha perfino nemici in gruppo, quando dovrebbero essere proprio i suoi colleghi a riconoscere che i telespettatori guardano le corse perché ci sono ancora corridori come lui. Alla Tirreno avrebbe corso perfino se fossero caduti due metri di neve, come alle Tre Cime di Lavaredo al Giro 2013, quando attaccò solamente per far esplodere il pubblico, nonostante avesse già cinque minuti di vantaggio su Uran. Godiamoci ancora questo corridore, augurandoci  dia una lezione a quell’inglese che vince il Tour spingendo il carrello della spesa guardando solamente il  Garmin sul manubrio. Non che sia giustificabile il tifoso che lanciò l’urina a Froome lo scorso anno al Tour, ma non vedrete mai un fatto del genere ai danni di Nibali. Forza Vincenzo, emozionaci ancora.

@bauerdatardaga 

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