Kluge vince la tappa dei morti. Il pagellone della diciassettesima tappa

Raramente, forse addirittura mai era capitato di vedere tanta stanchezza al Giro. Oggi però abbiamo assistito ad uno spettacolo indecoroso per la storia del Giro d’Italia. Orfana di quasi tutti i velocisti d’elite mondiale, la corsa si è rivelata veramente noiosa, con la classica fuga partita al secondo km con Daniel Oss, Pavel Brutt e Eugert Zhupa, che si sono fatti la Pianura Padana da soli tutto il giorno. Nel finale, in corrispondenza del traguardo volante di Calcio, ecco partire tre contrattaccanti : Bak, Konovalovas e Belkov; davanti ecco allora sei corridori, con il gruppo oramai alla frutta incapace di ricoprire lo svantaggio. Nel finale però un grande Mohoric chiude i conti e la volata sembra scritta. Dal gruppo però esce all’ultimo km un immenso Pippo Pozzato, tutto solo come ai vecchi tempi. Alla sua ruota, da grande pistard ecco rinvenire Roger Kluge che va a vincere sul traguardo di Cassano d’Adda ancora una volta davanti a Giacomo Nizzolo, senza squadra anche oggi. Andiamo al pagellone:

Roger Kluge: raramente si vedono numeri del genere. Che classe il tedesco nel finale, ma questo dimostra la considerazione che nutre in questo momento il Giro. Le volate del California in questi giorni hanno avuto protagonisti corridori ben più blasonati di quei pochi velocisti rimasti nella corsa rosa, serve una rivoluzione, il Giro ha toccato il fondo. Voto:10

Filippo Pozzato: dopo le critiche sui social riscosse da parte di tifosi che probabilmente non sono mai saliti su una bicicletta nemmeno per andare a fare la spesa, oggi Pippo ha dimostrato il suo valore, con un’azione che per un attimo ci ha ricordato il corridore ai tempi della Quik Step. voto:9

Matteo Trentin: anche oggi capitano in casa Etixx, peccato per la mancata volata, ma attenzione perché domenica a Torino più vincere. Voto:8

Giacomo Nizzolo: non è solo sfortuna, questa vittoria che non vuole arrivare sta diventando una maledizione. Vederlo sprintare nei traguardi volanti per una classifica che non ha più nessun valore gli fa perdere energie ogni volta. Se non avesse sprintato all’ultimo traguardo volante di Calcio, non sarebbero usciti i tre contrattaccanti e sono stati loro a cambiare la sorte di una tappa che era già scritta nei libri di storia. Voto:6

Rai: è allucinante, Nibali dopo 5 anni sempre al vertice passa tre giorni di crisi, ed ecco arrivare domande di ogni tipo; salute, testa, problemi nascosti, se ne sono dette di tutte. Ma come si può chiedere ad un corridore come Vincenzo se si sente meglio dopo una tappa di pianura? Addirittura un Processo alla Tappa appositamente organizzato per parlare di lui, volto ad intrattenere spettatori ansiosi di capirne qualcosa ed alla fine senza argomenti degni di un dibattito. Lasciatelo stare, dovreste fargli un monumento, se non ci fosse lo squalo in corsa ci sarebbe uno Share d’ascolti pari a quello della Prova del Cuoco in questo Giro. Voto:2

@bauerdatardaga 

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