Gianni Moscon: vi racconto la mia prima Roubaix

Gianni Moscon

Gianni Moscon è una delle grandi rivelazioni di questa stagione delle grandi classiche. Il trentino fresco di passaggio tra i professionisti al Team Sky, durante l’ultima Parigi-Roubaix ha impressionato tutti. Una condizione pazzesca per lui nella corsa francese dove è stato vero protagonista nelle fasi più concitate della corsa. Ecco le parole del giovane, lo abbiamo intervistato alla viglilia del Giro del Trentino: “un po’ me lo sentivo di poter fare bene, non è che una corsa così la si possa improvvisare la settimana prima, tuttavia dopo aver corso la Omloop e le altre classiche minori ho sentito che la gamba rispondeva bene. Poi sono stato selezionato per il Fiandre e Roubaix. La Roubaix è stata massacrante, alla vigilia c’era molta tensione. Siamo partiti con un idea precisa: portare Rowe e Stannard più avanti possibile. Penso che grazie al nostro lavoro abbiamo reso questa edizione  tra le più spettacolari degli ultimi 15 anni. Purtroppo il mio lavoro è finito a causa di una caduta. Ero in scia di Puccio, lui è rimasto a centro strada sull’asciutto, mentre io ho preso una traiettoria più a destra dove le ammiraglie erano passate prima di noi. La mia bici Pinarello con sospensione posteriore, non appena toccato il fango ha perso aderenza e sono andato a terra”.

Ora finirà il Giro del Trentino dove nella cronosquadre di ieri è stato il primo Sky a tagliare il traguardo e poi staccherà per un periodo. Appena gli abbiamo chiesto se farà il Tour si è messo a ridere, è troppo umile ed ha un rispetto enorme per la Gran Boucle. Dopo la Strade Bianche aveva postato su Instagram una foto in cui si chiedeva se la differenza tra i campioni e i corridori normali stesse nella testa, nella voglia di lottare più degli altri contro la fatica. A Roubaix ha dimostrato una testa da corridore navigato e non ci sorprenderebbe se Froome lo volesse nella squadra che a luglio darà battaglia in Francia.

Non trova scuse Gianni, nonostante sia oramai tra i grandi del ciclismo non si monta la testa, è consapevole che la strada è ancora lunga ed ha la fame dei grandi campioni. Questo Moscon ci ricorda il primo Ivan Basso, forte a cronometro e sulle salite da Tour. Ti aspettiamo Gianni, l’Italia può stare tranquilla.

@bauerdatardaga

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *