Una domenica sul Kaiser Zoncolan. Il pagellone della GF Carnia Classic 2019

Quando si parla della GF Carnia Classic cala sempre il silenzio. Il Kaiser, la salita più dura d’Europa, quel Monte Zoncolan che ogni anno attende i temerari che vogliono sfidarlo, o meglio coloro che provano a difendersi il meglio possibile in quei dieci Km infiniti. La GF Carnia Classic è una di quelle gare in cui si sente il calore del territorio, nei piccoli paesi il tifo è sempre acceso come in una tappa del Giro perché il ciclismo è ormai entrato nel costume del popolo carnico.

Dopo la preghiera mattutina, il plotone è scattato dal centro di Tolmezzo pilotato da Giorgio di Centa, un dei motori più grossi che lo sci di fondo italiano abbia mai visto. Tra i Team più decisi a fare la corsa, ecco il Team Faenza di Stefano Stagni, arrivati in massa per fare risultato. Nei primi Km verso Villa Santina iniziano gli scatti, con Giacomo Vidoni che abilmente tira dritto fino al traguardo andando a vincere la medio fondo.  Nella prima ascesa del Passo Pura sono subito botte da orbi, le gallerie in pavè senza illuminazione sono il teatro ideale per provare qualche accelerazione, così è Igor Zanetti il più attivo; blackjobs che ci hanno ricordato la Foresta di Arenberg. Stagni fora e deve abbandonare prematuramente, in casa Faenza ci pensano quindi Torsello e Spada a fare la corsa. Mattia De Marchi prende il Pura di petto, cosa che innesca un battibecco con Zanetti dopo qualche tornante ma Il tutto si risolve con una risata. Il drappello si riduce in pochi metri ad una decina di corridori, Zanetti fa il ritmo, De Marchi è in poltrona, Zanichelli molto concentrato e un indiavolato Marco Zumerle che non ci sta a finire secondo nella Mediofondo.

Nella discesa del Pura ecco rientrare Andrea Chiminello, un aereo sui tornanti verso Ampezzo. Sella Chianzutan fa male, pendenze costantemente in doppia cifra ma sono le rampe di Lauco a decidere la Granfondo. Spada riesce a guadagnare qualche metro nelle fasi conclusive, ma  Zanichelli rientra abilmente in discesa andando a tagliare il traguardo di Tolmezzo in solitaria.

Una Granfondo come al solito durissima, per gli amanti delle pendenze cattive.In Carnia non si scherza, ma andiamo al pagellone:

Stefano Zanichelli: solido, sempre davanti e attento in ogni momento. Non spreca energie inutilmente e nella picchiata verso Tolmezzo fa valere le sue doti di guida. Voto:10

Roberto Vidoni: coraggioso, sicuro dei suoi mezzi. Evade subito dal gruppo e con squadre senza organizzazione la vittoria nel medio può accompagnare solo. Voto:10

Marco Spada: è forse l’uomo più in palla ma non riesce a fare bottino pieno. In casa Faenza c’è sempre il piano b. Voto:9

Mattia De Marchi: che spettacolo vederlo pedalare. Una giornata con il sigaro in bocca ed una pedalata da vero corridore. Ha in testa l’Otzthaler e noi facciamo il tifo per lui. Voto:9

Marco Zumerle: parte subito ad Ampezzo con uno scatto che ci ha ricordato Julio Alberto Perez Cuapio. Rapportone fisso e testa bassa. Questo ragazzo non si tira mai indietro, è sempre a tutta. Voto:9 

Igor Zanetti: è sempre lui a fare il ritmo, accelerate e cambi di ritmo continui per l’alfiere del Team Scott. Nel finale patisce i mesi di inattività sulle pendenze micidiali di Lauco ma è sempre un osso duro e vero padrone in gruppo. Voto:8

Riccardo Scarabello: sempre davanti, sempre attento a non farsi sorprendere. Le rampi finali sono troppo per il suo fisico da passistone. Voto:7

Matteo Camerotto: ha più rifornimenti lui di Froome sul Colle delle Finestre. Sempre bello vedere le sue prime tifose a bordo strada con maglietta e borraccia. Voto:7

Andrea Chiminello: alla Carnia Classic è sempre lui l’uomo da battere. In discesa fa quello che vuole, ma al terzo tentativo deve alzare bandiera bianca. Voto:6

Team Spezzotto: corrono in casa e non tengono la corsa nonostante siano in gran numero. Come la Movistar al Tour, tante individualità e poco lavoro di squadra. Voto:3

Carnia Bike: sempre bravi a mettere novità nei percorsi, attivi e attenti ad ogni corridore in gara. Anche quest’anno hanno dimostrato quanto la passione vinca sempre. Appuntamento al 2020 lassù, in cima al Kaiser. Voto:10

 

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *