MATTEO FONTANA TORNA E VINCE ICON

Matteo Fontana è un uomo da watt, uno che si alza al mattino apre l’armadio prende il
completo più Bikeporn che ha ed esce a spaccare la gamba, perchè è così da sempre,da
quando ha 6 anni.
Ci eravamo sentiti più di un anno fa,dopo un bruttissimo incedente in bici,quando era a
casa con 3 vertebre e un gomito rotto e tante domande sul suo futuro da atleta.
Ci siamo risentiti oggi dopo il suo ritorno e dopo la sua grande impresa con la vittoria di
ICON Livigno.
Cos’è Icon??
E’ un triathlon su distanza Ironman,ma che fa parte degli Extreme Triathlon,si perchè già
l’Ironman è folle poi in giro per il mondo ci sono vari Extreme,che lo sono per le
particolarità del percorso e della location dove si svolge la gara e per il fatto che devi
avere un Team di supporto e un compagno che corra con te gli ultimi km della
maratona,per Matteo c’era il suo coach e amico Diego De Francesco.
Icon si svolge a Livigno,si nuota nel lago del Gallo,si pedala per 195 km con un dislivello
di +5000 metri con la scalata del passo dello Stelvio,poi si corre per 42.2 km con un
dislivello di +3000 metri,affrontando negli ultimi 10 km la scalata verso Carosello 3000
dove è posto l’arrivo.
Matteo ha fatto tutto questo in 13 ore e 30 secondi,in una giornata epica condizionata da
un meteo estremo,pioggia e freddo lo hanno accompagnato fino al traguardo dove ha
stravinto Icon!!
Ecco le sue sensazioni…
Quante cose ti sono passate per la testa in quest’anno??
In quest’anno ne sono passate troppe di cose per la testa. I due incidenti (ne ho avuto un
altro dopo il primo, in moto, maledetta passione…) mi avevano tolto ogni motivazione per
tornare ad allenarmi.
Uscivo solo in bici, perché di far Bikeporn non smetterò mai, ma non correvo ne nuotavo
più. Facevo sport per piacere e per stare in compagnia. Non avevo proprio voglia di
tornare all’ agonismo.
Pensavo di trovarmi un lavoro “normale”, una “stabilità” e di dedicarmi ad altro.
Questo periodo mi è comunque stato utile, sono cambiato molto e credo di essere
maturato parecchio. Non solo come persona ma anche come atleta.
Sembra contraddittorio, ma probabilmente sono cresciuto più come atleta in questi mesi
grazie agli incidenti che in tutti gli anni di attività.
Ad un certo punto avevi anche pensato di smettere con lo sport a livello agonistico,poi
cos’è successo??
Poi la scintilla, grazie anche al lavoro di “smussamento” fatto da alcuni amici (che non
smetterò mai di ringraziare), che con pazienza e senza mai strafare mi hanno fatto capire
che io sono fatto per questo.
Dicevo…la scintilla è stata ICON. Avevo bisogno di un qualcosa di diverso, di estremo. Ho
visto il calendario gare e ho scelto.
Come mai per il ritorno hai scelto una gara così estrema e dura??
Ho scelto Icon perché, come vi dicevo, avevo bisogno di qualcosa di diverso rispetto alle
gare a cui ho sempre partecipato.
Mi è piaciuta la location, Livigno è fantastica per fare sport, il percorso in bici duro ma
spettacolare, la corsa con i suoi settori di trail e la scalata a carosello 3000 e il fatto che
questa gara la fai con il team di supporto al tuo fianco, con gli amici.
Che emozioni hai vissuto a tagliare il traguardo ai 3000 metri del Carosello??
Emozioni che non possono essere descritte a parole. Ho pianto come non facevo da anni (
o forse come non ho mai fatto ). Dietro quelle lacrime ci sono tutti questi anni di sfighe e
errori. In pochi sanno davvero cosa ho passato. Non sono uno che si piange addosso, ho
sempre guardato avanti..anche quando ero in ospedale e non sapevo se sarei tornato alla
mia vita normale o meno, ma vi assicuro che non è stato per niente facile.
Credo che chi era lì a Carosello 3000 abbia percepito la cosa, si sono emozionati in tanti,
anche persone che non mi conoscevano. Per me è stata una soddisfazione enorme.
In tanti vincono le gare, ma in pochi entrano nel cuore delle persone. È stata la mia
soddisfazione più grande, me la porterò dentro per tutta la via. E confesso che, quando ci
penso, le lacrime scendono ancora.
E ora??Cos’hai in mente??Hai già qualcosa in programma??
Adesso sto pensando a recuperare per bene la gara. Ma mentirei dicendovi che non ho in
mente nulla. Non voglio ancora dire nulla…ma credo che a breve ci sarà una sorpresa. È
chiaro che questa esperienza mi è piaciuta e si, vorrei ripeterla.
Ammettilo stare senza watt,senza poter attaccare il numero,senza agonismo per uno nato
cosi è impossibile??
Impossibile. Hai detto bene. Uno con la parte razionale magari cerca pure di scapparci.
Ma è impossibile, l’agonismo lo hai nel sangue e ti viene a prendere, sempre.
Probabilmente mi metterei a fare le gare pure con il monopattino, se ne avessi uno.
Per me lo sport è agonismo, è questo ciò che faccio da quando a 6 anni mi misero il primo
numero sulla schiena.
Le cose cambieranno, sicuramente, ma non è ancora giunto il momento.
Grazie Matteo,ci hai fatto rivivere le emozioni che hai provato durante Icon e le emozioni
che lo sport fa sempre vivere.
Ci ha salutato con un consiglio,un dogma da non perdere mai di vista.
Ps: fate e professate BIKEPORN, sempre!

Andrea Gasparini

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