Le aquile austriache trionfano ancora: Doppelsieg e epilogo a Sankt Moritz

Epilogo straordinario a Sankt Moritz nello slalom conclusivo, con l’Austria a fare da padrona ancora una volta in una giornata fantastica, dove sole e temperature primaverili ci hanno fatto respirare un’aria da grandi eventi. È stata una maratona mentale, dove lo stress degli atleti ha raggiunto livelli da esaurimento nervoso e dove ad uscirne per primo è stato Marcel Hirscher, il più forte di tutti i tempi. Dopo la prima manche si respirava aria di tripletta in Casa Austria, con Hirscher davanti al nostro amico Marco Schwarz e a Michael Matt. Tutti si aspettavano una sfida stellare tra Kristoffersen e Hirscher, ma “faccia pulita” è sembrato troppo guardingo nella prima frazione. La facilità della pista ci ha regalato una gara da cardiopalmo, con i primi quindici atleti racchiusi in pochi decimi a giocarsi la medaglia e a sparare tutti i colpi in canna nella seconda manche. L’Austria in partenza ha messo in scena un teatrino bellissimo, fatto di ombrelli, elastici e ogni comfort per raggiungere una tripletta in grado di far esplodere questa nazione dopo quindici giorni di festeggiamenti continui a Chalet Italia. A riuscire nella rimonta è stato il signor Felix Neureuther, autore di una manche in cui la sfortuna è rimasta finalmente a guardare. La manche più spettacolare è stata sicuramente quella di psyco, Manuel Feller, dal sesto posto all’argento. Quando mancavano solamente la triade Matt, Schwarz e Hirscher al cancelletto di partenza, in Casa Austria è salita una tensione tale da non accontentarsi più della medaglia d’oro, serviva una tripletta per chiudere il mondiale alla grande. Matt e Schwarz non hanno mantenuto le attese, chiudendo ai piedi del podio, ci ha pensato Marcel a coronare il Mondiale delle aquile austriache, rimaste nel loro nido a Vail 2015, per spiccare il volo a Sankt Moritz, uno dei templi del grande sci. Grande imbarazzo al traguardo, con lo staff austriaco diviso tra festeggiamenti e incoraggiamenti a Matt e Schwarz, mentre i grandi capi erano già a Chalet Italia per sbocciare le ultime bottiglie rimaste, ma andiamo al pagellone:

Matthias Hargin: il vincitore morale di questo Mondiale. Quando si è dato degli schiaffi in faccia prima di partire gli avremmo assegnato la medaglia d’oro senza disputare la gara. Al pari di Feller nel piano iniziale grazie alle sbracciate che ormai sono un marchio di fabbrica. Nella seconda si stava avviando verso una medaglia, solamente il destino lo ha messo fuori dai giochi. Avremmo voluto vederlo spaccare in due i suoi Leki carbon alla sua maniera, ma probabilmente dopo ciò che ha passato, certe reazioni diventano inopportune per una gara di sci, anche se si tratta dei Mondiali. Voto:10

Marcel Hirscher: il più forte, leggendario, atomico, ineguagliabile. Chissà con quali occhi guarderemo le gare di sci tra qualche anno senza la sua presenza, senza il suo modo di aprire il cancelletto dando tutto e senza fare calcoli. Secondo oro in slalom, forse l’ultimo slalom mondiale della sua formidabile carriera, grazie di tutto. Le sue parole dopo la gara? “Questi giovani in allenamento non mi fanno respirare, devo sempre dare tutto me stesso”.  Voto:10

Manuel Feller: medaglia d’oro per il carisma dimostrato, se avesse avuto il baffo di Kitzbühel molto probabilmente avrebbe superato Ferdinand Hirscher per eccesso d’arroganza. Nella prima manche sbaglia nettamente a metà pista, compromettendo tutta la bontà del lavoro di braccia svolto nella parte alta. Nella seconda è l’apoteosi, rischia di impuntarsi in partenza dopo una spinta ai limiti del ragionevole, ma lui è così, o tutto o niente. Le sbracciate a ritmo nel piano iniziale sotto le note di One More Time possono accompagnare solo, mentre il grande capo austriaco Schroeksnadel era già a Chalet Italia, la sua meta preferita, a sbocciare anche oggi dopo 15 giorni di eccessi e serate finite in accappatoio. Voto:9

Felix Neureuther: che vinca o  perda, le sue movenze dopo la linea del traguardo sono sempre identiche: saluto alla folla e inchino ai tifosi che lo amano proprio per questo. Finalmente sul podio, ancora assieme a Marcel, in una carriera da veri signori, in cui dopo il traguardo c’è sempre stata grande lealtà. Bellissima inoltre l’intervista nel dopo gara da Max Blardone, dove  l’ italiano espresso è stato il tipico italiano adottato dai tedeschi quando si riversano sul Garda See durante la Pentecoste. Pavone Bavarese. Voto:9

Marco Schwarz: abbiamo fatto un tifo sfegatato per il nostro amico Marco, uno che non si perde una storia sulla pagina Instagram di Solowattaggio, uno che ha conquistato i nostri  cuori due anni fa a Madonna di Campiglio, offrendoci una valanga di Gin Tonic dopo la Night Race. La medaglia sembrava ormai scritta nei libri di storia, grazie alla sua anca completamente fuori sul piano iniziale. Un settimo posto che deve comunque renderlo soddisfatto, ora vedremo un futuro fatto di grandi sfide tra lui e Tommy Sala. Voto:7

Michael Matt: forse oggi abbiamo capito la differenza tra lui e il fratello: la tenuta mentale. Vi ricordate Marietto? Sputava e usciva dal cancelletto, steccando difficilmente dopo una grande prima manche. Vista la carta d’identità c’è però poco da recriminare per Michael, i suoi assorbimenti sono valsi comunque il prezzo del biglietto. Voto:6 

Il Mondiale dell’Italia non è andato come previsto? A Chalet Italia ci hanno pensato gli austriaci a tenere alti i Wattaggi

Stefan Hadalin: la sua dab dopo la prova, copiata interamente da Tommy Sala ci ha fatto imbestialire. Un grande decimo posto per lo sloveno, importantissimo pensando alla WCSL. Voto:8

Andre Myhrer: lo sa solo lui che cosa avrebbe potuto raccogliere arrivando a questo Mondiale in condizioni migliori. Sui piani è sempre lui, il più forte del mondo assieme a Giuliano Razzoli. Voto:6

Stefano Gross: ci ha provato, dimostrando di andare finalmente forte sui piani. Non era la sua pista ma ha fatto vedere di poter combattere con i primi. Quando ha pronunciato il suo motto: “chi ha paura stia a casa” ci ha fatto esplodere, come sentire l’Amour Toujur di Gigi d’Agostino durante la sua discesa.. Voto:6

Ski Austria: in questo slalom hanno dimostrato che cosa significhi pianificare a lungo termine. Negli scorsi anni in Italia si è guardato in casa loro, commentando negativamente l’età di Pranger, Herbst e Matt, ignari del fatto che la federazione aveva già investito ingenti risorse sui giovani, messi a macinare pali su pali al Pass Thurn. Ora coloro i quali hanno devastato gli slalomisti più talentuosi che abbiamo avuto nelle annate 1987-1994 dovrebbero farsi avanti e ammettere gli errori commessi, per fortuna potremmo contare in futuro sul forte gruppo 1995-1996. Voto:10

Sebastian Solevag: esplode alla seconda porta in seguito ad una ceduta in cui i suoi Volkl hanno rilasciato 6.000 Watt, catapultando il norvegese a bordo pista. Come avranno commentato in casa Norge questa sua carenza di Watt? Voto:2

 

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