Che fine ha fatto Jack Di Ronco?

Jack Di Ronco

Sono ormai due anni che non si sente più parlare di Jacopo Di Ronco, fuoriclasse anno 1990 e  medaglia d’argento in slalom ai Mondiali Junior di Formigal nel 2008 secondo solo ad un certo Marcel Hirscher. Il forestale di Sappada ha deciso nel 2014 di abbandonare l’agonismo dopo diverse stagioni di alti e bassi, nota dolente che purtroppo lo ha sempre contraddistinto.

Slalomista d’altri tempi verrà riportato negli annali dello sci alpino grazie alla sua sciata inimitabile: piede talmente largo che in mezzo ci passavano i camion, ginocchio interno al limite dell’esplosione dei crociati e abbattimento del palo a 20cm dallo snodo, Jack è stato forse l’atleta più imprevedibile di tutti i tempi. Campione Italiano Giovani di Slalom non su una pista qualsiasi, ma sull’ Aloch di Pozza, esordì in Coppa del Mondo nello slalom di Kranijska Gora il 9 marzo 2008 andando a dire ad un senatore azzurro negli attimi che precedevano la prima manche: “stai attento perchè oggi ti butto fuori dai trenta.”, finì però poi per non qualificarsi.

Ma Jack era così, una mina vagante che ogni tanto fu protagonista anche di qualche “rissa da bar”. Arrivava quando meno te lo aspettavi. Dato come unico contendente e possibile vincitore della Coppa Italia di Slalom per diversi anni, lui rispondeva con una fila di DNF1 che non ci sarebbero stati neanche sul pallottoliere, mandando in crisi persino i bookmaker inglesi. Capace poi, di presentarsi con gli sci da discesa ai piedi…dove? a Caspoggio! E dopo che venne deriso da tutti riuscì nell’impresa di vincere una fis anche se gli sci erano dei 215 invece dei soliti 165…ma d’altronde quella base d’appoggio così larga doveva dare qualche frutto. “Cazzo direte, lo si sa da sempre che io ormai sono un discesista” mise a tacere tutti i gufi presenti al parterre d’arrivo.

Abbandonato totalmente dalla federazione a fine stagione 2010, dopo avere vinto un’altra medaglia d’argento ai Mondiali Junior nella Region Mont Blanc in combinata, ed escluso senza nessun senso dalla squadra nazionale. Uno dei suoi riti scaramantici era quello di lasciare prima delle gare gli scafi sul balcone di camera in hotel, anche quando faceva -20 gradi, perchè non erano mai abbastanza duri.

In “Valgrisa” nel 2013, ad uno dei tanti slalom disputati serenamente senza mentoniera, dopo essersi tagliato il mento con un palo rimbalzato sul ghiaccio litigò anche con il medico dell’ ambulanza per non farsi medicare. Una settimana dopo si presentò a Sestriere con quattro punti di sutura, dove rigorosamente con la mentoniera vinse una fis di gigante dando 2 secondi netti al secondo, mentre tutti gli altri giravano al pascolo della coppa europa; quel giorno il tracciato era degno di Andrea Boccelli, ma Jack scrisse la storia facendo 13 punti fis per poi “pavoneggiarsi” in mezzo alla folla delle sue amate milf. E allo slalom del giorno dopo? Di nuovo senza mentoniera per dimostrare a tutti che cosa significhi il termine personalità.

Confermò 16 punti in gigante quindici giorni dopo all’ Alpe di Siusi, dove nel secondo gigante ne combinò un’altra delle sue. Dopo essere rimasto fuori dai trenta diede spettacolo nella seconda manche: skistopper rotto che grattava sulla neve, partenza lanciata da dietro la casetta e secondo tempo di manche nonostante la mancata inversione. Fu squalificato dopo un’ animata discussione con il giudice per partenza irregolare, “dovevo pur recuperare in qualche modo l’aerodinamicità”.

Queste sono solo alcune delle sentenze di Jack per le quali verrà ricordato da tutti e questo era Jacopo Di Ronco, arrogante e carismatico, che solo coloro che hanno vissuto il suo tempo potranno dire di averlo veramente conosciuto.

@kingtimo_

2 Responses

  1. Nicolò says:

    Grazie ragazzi, mi sono ucciso dal ridere!

    1. adminsolowattaggio says:

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