Daniele Colli, eterno lottatore

Daniele Colli

Daniele Colli ha 33 anni ed è un uomo di punta della Nippo-Fantini. Fra gli under 23 ha indossato la divisa della Zalf, passando poi professionista con la Liquigas. La sua carriera è stata segnata da un tumore al ginocchio e da diversi infortuni, ma nonostante le difficoltà Daniele è sempre tornato in sella con determinazione e cuore. Abbiamo scambiato due parole con il lombardo in vista dei prossimi appuntamenti europei.

Ciao Daniele, la tua caduta al Giro d’Italia ha fatto il giro del mondo. Come hai reagito?

La caduta al giro è stata davvero tosta, avevo preparato al meglio la corsa rosa. Ovviamente le immagini del mio braccio girato hanno fatto il giro del mondo, ricordo che in ospedale gli infermieri dicevano “è quel ragazzo del braccio” . Ero con il mio team manager Pelosi e ho chiesto di farmi vedere le immagini: appena viste sul suo telefonino capii veramente le gravità di quella caduta. Io ricordo solo l’impatto e la sensazione di aver perso un braccio, quando ero a terra avevo capito che qualcosa non andava, presi il braccio e me lo portai dritto, non si può immaginare il dolore. La mia reazione è stata quella di chi è già stato colpito nella vita, l’unica cosa che potessi fare era rimboccarmi le maniche e tornare a correre. Conoscevo già il percorso, negli ultimi 5 anni, prima un tumore al ginocchio e poi una frattura al femore mi hanno insegnato quanto bisogna essere forti e quanto è bello tornare a correre e guardare la dura strada percorsa.

Mentre la battaglia legale contro quel tifoso come si e’ conclusa?

Al momento siamo in attesa, c’è stato uno scambio di missive tra i legali, che per il momento non ha avuto alcun esito.

Raccontaci la tua preparazione. Hai cambiato qualcosa?

La mia preparazione è cambiata. Negli ultimi anni non esiste più una gara che possa essere utilizzata come allenamento, ormai i campioni vincono già a gennaio.
Io ho terminato la stagione a novembre in Cina e a gennaio stavo già correndo in Australia, ho cercato di rimanere un pochino fermo fino a dicembre per partire poi con meno lavoro di base e più qualità, in accordo con il preparatore del Team Nippo, Gianni Tendola.

Qual’e’ stato il giorno d’allenamento più duro che ricordi della tua carriera? 

Quando sono tornato a correre dopo il tumore al ginocchio. Ricordo benissimo quella giornata, andavo a 13-14 km/h e mi passò persino una signora con la spesa. Ero praticamente un ex corridore, dopo questo allenamento di un’ora ho dormito per due ore, sembrava che avessi fatto una Milano-Sanremo.

Farai la Sanremo?

Non siamo stati invitati come team. Peccato perché rimane una corsa speciale ed incerta fino alla fine.

Nella tua dieta c’e’ spazio per le farine 0/0 ? 

Nella mia dieta c’è un pò di tutto, spesso inserisco le farine integrali per avere una durata glicemica più elevata e magari qualche disturbo in meno, in questi anni
l’alimentazione dei team è cambiata sia in allenamento che in gara. Cerco sempre di fare una colazione completa per avere benzina in allenamento, per me rimane il pasto più importante per un atleta.

Che programmi hai in questa stagione?

Mi piacerebbe ben figurare nelle corse in Belgio a marzo (Nokere, tre giorni di La Panne) e a marzo in Olanda (Limburg e Amstel) sono corse adatte alle mie caratteristiche e cercherò di raccogliere qualche importante risultato.

@bauerdataraga

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