Che fine ha fatto Alberto Parola?

Che fine ha fatto Alberto Parola? - Solowattaggio

Continua la nostra rubrica di “Che fine ha fatto?” con la terza intervista dedicata all’ ex-atleta piemontese classe ’93 Alberto Parola‘Betto’ è stato per molti anni una delle colonne portanti della ‘Banda del Ponez’ e alla fine della stagione 2013/2014 ha deciso di lasciare l’agonismo. Ci è capitato di fare due chiacchiere con lui per capire cosa lo abbia spinto verso questa decisione e per conoscere meglio quale strada abbia intrapreso dopo lo sci. Eccovi una breve intervista.

Quando hai deciso di lasciare l’agonismo e quali sono state le tue motivazioni?

“Ho deciso di mollare a fine stagione dell’ultimo anno giovani (6), in realtà la decisione stava maturando già da metà stagione a causa dei risultati non ottimi. Beh parlare di motivazioni vere e proprie è difficile, è stato un insieme di cose che mi ha fatto prendere questa decisione, in primis non sopportavo più fare gare interamente a spese dei miei genitori e come tutti sanno lo sci non è uno sport molto economico, poi c’è da dire che avevo diverse cose iniziate come corso maestri e università e non riuscivo più a portare avanti tutto, meglio fare poche cose ma fatte bene così da riuscire a metterci il 100 per cento.”

Se potessi tornare indietro cosa cambieresti della tua carriera a livello organizzativo/logistico? Ti sei sempre sentito gestito al meglio?

“Cambierei tantissime cose ma ormai è tardi per pensarci , sia scelte mie a livello di materiali e soprattutto a livello organizzativo e gestionale ma non mi va di approfondire troppo.”

Hai frequentato il corso di formazione maestri di sci quando eri ancora in piena attività agonistica, pensi che sia stata una scelta giusta o sbagliata?

“Si ho frequentato il corso durante i miei ultimi anni giovani, non penso sia stata la scelta più giusta a livello organizzativo , anche se devo dire che il primo anno che l’ho iniziato ho fatto la stagione più bella. Penso mi abbia aiutato a migliorare e correggere alcuni errori, visto che si dedica molto tempo a lavorare a basse velocità.”

Sappiamo che adesso fai l’allenatore allo Ski College Limone, raccontaci di questa esperienza.

“L’anno scorso mi è stato affidato il gruppo dei selezionandi permettendomi così di divertirmi ancora a tirare qualche piega, quest’anno invece lavoro con Marco Gullino nel gruppo Children, mi trovo bene anche perché marco è un mio grande amico e il rapporto con lui durante il lavoro è ottimo. Che dire non mi sarei mai aspettato di finire a fare l’allenatore ma vi posso assicurare che riuscire a trasmettere ai ragazzi ciò che mi piace di più fare è bellissimo.”

Per uno sportivo una volta finita l’attività agonistica è difficile trovare degli stimoli altrove, quali sono gli obiettivi per il tuo futuro?

“Sì, finita l’attivata agonistica è difficile avere ancora degli stimoli, tanto che l’anno scorso mi sono rimesso a giocare in una squadra di calcio. Ho chiuso però questo capitolo quest’anno quando ho capito che i miei piedi di latta è meglio tenerli negli scarponi! I miei obbiettivi non sono ancora molto chiari, mi sono appena laureato in scienze motorie e sportive a Torino e proprio il mese scorso ho iniziato la specialistica in scienze e tecniche avanzate dello sport, cercherò di portare avanti gli studi nonostante il lavoro, quest’anno mi piacerebbe provare il master istruttori se riesco a dedicare un po di tempo agli allenamenti!”

Grazie Betto per il tempo dedicatoci e in bocca al lupo per il tuo futuro!

@SoloWattaggio

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